La flora e la fauna

Il bosco e la conversione dei cedui in fustaia

Il bosco del Borgo dei Posseri è da sempre stato un luogo di particolare interesse, anche se inizialmente era per lo più percepito come semplice estensione da disboscare, al fine di accrescere le terre coltivabili. Negli ultimi secoli è andata lentamente affermandosi la tendenza ad individuare nella superficie boschiva anche una risorsa da sfruttare.  In tempi recenti si sono cercate soluzioni che potessero in qualche modo arginare l'abbandono del bosco e  trasformarlo da tradizionale risorsa produttiva (bosco ceduo) a oggetto per il miglioramento delle funzioni paesaggistiche, turistico-ricreative e di protezione del territorio.  Nel bosco si trova una composizione prevalente di faggio cui si consociano altre specie in misura accessoria, soprattutto il carpino nero. Localmente significativa è la presenza di specie tipiche quali l’acero, il ciliegio, il castagno e il tiglio.

La castanicultura

La castanicultura in Trentino e in valle di Ronchi ha una storia antichissima. Il castagno è stato sempre un importante riferimento per il sostegno alimentare delle popolazioni di montagna. Il frutto non veniva trasformato in farina, ma consumato; parte della produzione veniva venduta o scambiata con altri generi di prima necessità.  Il legno veniva utilizzato nei campi come sostegno ai pergolati di vigne, come legname da ardere o da opera, ma solo in rare occasioni.  Il fogliame veniva raccolto e nelle stalle era utilizzato come lettiera per gli animali. Il legame tra produzione di castagne e allevamento era molto stretto. Infatti bovini e ovini trovavano sotto gli alberi grandi aree sempre pulite e conservate, un terreno facilmente adibito a pascolo anche per le capre. Una circoscritta piantata di castagni è ancora riconoscibile a Pozzo Basso, probabilmente in passato l’area era molto più vasta, e serviva a soddisfare le esigenze alimentari della piccola comunità residente sui pianori degradanti della Culma Alta sino agli anni Sessanta del secolo scorso.  

 

Gli animali selvatici

Il territorio di Ala è dimora di un’innumerevole quantità di animali alpini. Le specie presenti che più affascinano sono il lupo, l’aquila reale e l’orso.  In particolare in Lessinia e nella zona della Sega di Ala sono numerosi e inconfondibili i segni della presenza di una coppia di lupi che sembrerebbe abbia anche messo su famiglia. La val di Ronchi invece da qualche anno è dominata dall’aquila reale ed infine ma sicuramente non per importanza è accertata l’esistenza di uno o più orsi. Un'altra specie animale che affascina fortemente i visitatori è il cervo, anche se più facili da incontrare sono comunque il camoscio e il capriolo. Sono diffuse le marmotte, la volpe, il tasso, l’ermellino, la donnola, la martora e la faina. Nei boschi troviamo lo scoiattolo e la lepre comune. Tra le innumerevoli altre specie di uccelli troviamo il francolino di monte, la pernice bianca alpina, il gallo forcello e il raro gallo cedrone. Ed infine gli ultimi incomodi: i cinghiali che spaziano dalle alte praterie della Lessinia dove arano letteralmente i pascoli alla ricerca di tuberi, sino ai coltivi di pianura per razzolare negli orti e nei campi.